sabato 17 maggio 2008

L'ultima maledetta domenica


Ci siamo, domani 18 Maggio sarà il giorno della verità, la domenica nelle quale si decidereanno i destini di chi deve retrocedere, chi andrà in Champions e sopratutto di chi vincerà lo scudetto. Le partite di cartello saranno ovviamente Parma-Inter e Catania-Roma, con un intreccio di destini che ha quasi del teatrale. Se infatti come tutti ben sappiamo i neroazzurri e i giallorossi si giocheranno il titolo, dall'altra parte troveranno due compagini che giocheranno alla morte per riuscire a rimanere in serie A. Le forze in campo sono palesi ed evidenti, stando a quello che dice la carta domani saranno gli interisti a vincere lo scudetto, la Roma arriverà a una sola lunghezza e, il colpo di scena sarebbe un Empoli salvo che approfitta delle sconfitte di Parma e Catania.  La squadra di Mancini ha attraversato una settimana difficile, dopo il pareggio in casa con il Siena tutte le certezze dei manciniani sono scomparse e si è fatta strada la paura di rivivere un'altro 5 Maggio. La roma da par suo non ha niente da perdere, spera solo di concludere un campionato straordinario facendo sudare questo scudetto agli interisti sino all'ultimo minuto. Altra sfida importantissima sarà quella per il quarto posto, dove a combattere saranno la straordinaria Fiorentina di Prandelli, che ha giocato un torneo davvero impressionante, e la deludente squadra di Ancelotti che, accreditata a inizio campionato per la lotta scudetto, si ritrova irrimediabilmente a 2 punti dai viola e deve sperare in un miracolo. Il Milan visto contro il Napoli non meriterebbe affatto questa Champions, ma dalla sua gioca il blasone di una squadra che in Europa ha sempre fatto onore ai colori del nostro tricolore. La Fiorentina andrà a giocare nel campo amico del Torino che già salvo è molto èprobabile che avrà quantomeno grosse difficoltà ad avere la stessa cattiveria agonistica dei toscani. I giochi quindi per il quarto posto sembrerebbero già scritti, ma in questo campionato dai mille colpi di scena, non si può mai dire che tutto sia finito e deciso se non all'ultimo minuto. 

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