mercoledì 5 settembre 2007

Scambio Adriano-Gila, a chi converrebbe?



Per l'ennesimo anno consecutivo Gilardino inizia la stagione tra i fischi della tifoseria rossonera stanca di aspettare l'esplosione del biellese ed Adriano ancora non ha nemmeno trovato spazio in panchina dopo aver passato un'estate ad autoelogiare le proprie virtù e il cambiamento di rotta a livello comportamentale. Ma le differenze tra le due situazioni sono tante ed evidenti. I soliti ben informati parlano di un possibile scambio tra le due società milanesi che, a loro rischio e pericolo si farebbero il favore di rigenerare le due punte in un ambiente diverso. A questo punto bisognerebbe analizzare i due casi e capire se la cosa ha veramente un senso. Iniziamo da Gilardino; il milanista è alla sua terza stagione al Milan, sempre partito in sordina, evidentemente anche per il fisico che ha bisogno di più tempo per smaltire la preparazione estiva, è sempre andato in doppia cifra dando un buon contributo alla squadra anche dal punto di vista tecnico. Il suo stile di vita è esemplare, professionale sul campo da gioco e fuori, il suo blocco è psicologico o male che vada fisico. Forse non ha ancora la maturità per affrontare un pubblico come quello di San Siro che al minimo errore ti contesta e non riesce ad avere quella freddezza che un tale palcoscenico necessita. Ma come si può constatare dai dati empirici, i gol segnati sono tanti, probabilmente non è una star, è solo un ottimo giocatore che comunque va sostenuto e aiutato anche dal suo pubblico oltre che dalla società. Con Adriano invece ci troviamo davanti a un caso decisamente più complesso. E' un potenziale campione, ci dobbiamo infatti ricordare che due anni fa si parlava di pallono d'oro e il Chelsea offrì 80 milioni di euro per acquistarlo (valore che Gilardino non ha mai raggiunto nemmeno nel periodo migliore di Parma). i suoi limiti allora non sono nelle caratteristiche tecniche o nella paura di essere un grande e prendersi la squadra sulle spalle. I suoi sono limiti di professionalità, di stile di vita fuori e dentro il rettangolo di gioco. Non si può pretendere di fare la vita di una rock star e poi scendere in campo e giocare da campioni. Certo che buttare via tutto questo talento per banchettare con i propri amici pare proprio essere una idiozia, ma se è quello che fa la punta interista i risultati sono quelli che vediamo, buttare alle ortiche un immenso potenziale. Allora il senso di questo scambio quale sarebbe? Gilardino non risolverebbe i suoi problemi di personalità perchè el aspettative e addirittura lo stadio sarebbero gli stessi, e Adriano rimarrebbe nella stessa situazione perchè la città è la medesima e i vizi che si concede non finirebbero di certo solo per un cambio di residenza a milanello. A mio parere lo scambio non sà da fare, Gilardino anche se ha un potenziale inferiore ha sicuramente la testa e la forza per crescere e migliorare, Adriano ha dimostrato in questi anni che non è il talento ma proprio la testa a mancare, il suo potrebbe essere quidni un caso disperato.

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