venerdì 18 maggio 2007

Inter, campioni e non saper perdere

Inter, campioni e non saper perdere

La Roma riesce meritatamente, e lo sottolineo visto che adesso viene messo in discussione anche questo, la Coppa Italia. Alla fine delle due partite il computo dei gol vede avanti la Roma per 7-4 e, mi pare che il risultato sia abbastanza chiaro. Ieri però quella che per la squadra capitolina era una semplice formalità per l’Inter era qualcosa di più, una partita del riscatto che purtroppo per i suoi tifosi non è finita sul 4-0 che avrebbe concesso alla squadra di Mancini di portare a casa la coppa per il terzo anno consecutivo. Proprio Mancini è stato espulso dall’arbitro dopo una serie di atteggiamenti che definire sconvenienti è poco, non si può essere l’allenatore della squadra campione d’Italia e farsi espellere nell’arco di una stagione tante, troppe volte. E dire che tecnici come Ancelotti e Benitez che si giocheranno una finale di Champions League hanno un carisma totalmente diverso e la loro squadra raggiunge comunque importanti obbiettivi. Questo sa a significare che all’estero (vedi rigore reclamato da Rooney contro il Milan) si reclama, si alzano le braccia, si sbuffa, ma finisce li. Subito dopo ci si rialza e si continua a correre o incitare la propria squadra,non certo insultare l’arbitro. Allora bisogna imparare a perdere con dignità, accettare che tutti possono sbagliare, visto che non mi pare che Mancini quest’anno non abbia mai sbagliato una formazione (vedi Valencia). Allora l’invito è quello di essere sportivi, altrimenti succede che quando le coppe si vincono sono bellissime, quando si perdono diventano addirittura “non importanti”. Il calcio ha bisogno di esempi positivi, a partire dai suoi protagonisti.

A.Angelo Balia

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